Il Chihuahua

Origini: Sarebbe autoctono del Messico settentrionale, e precisamente della zona che vede appunto la città di Chihuahua come capitale. Era il cane preferito dalle principesse azteche. Verso la fine dell'800 venne scoperto dagli Stati Uniti, che impazzirono per questa razza e da li la diffusero in tutto il mondo.
Caratteristiche comportamentali
Al contrario di quanto possa sembrare dalla sua piccola mole, è un cane forte, estremamente coraggioso, iperattivo e fortemente determinato. Presenta la caratteristica di essere vivace e incline al gioco, ma allo stesso tempo sa essere un ottimo cane da compagnia se gli viene concesso, con sua grande soddisfazione, di trascorrere del tempo in braccio al padrone, verso cui nutre estrema fiducia e da cui si fa scarrozzare, nella stessa posizione, senza dare la minima impressione di insofferenza, in ogni luogo. È un cane così facilmente gestibile che la maggior parte degli alberghi, locali pubblici, luoghi turistici, anche quelli in cui normalmente è fatto divieto di portare con sé animali, lo accettano, a patto che rimanga in braccio al proprio padrone. È considerato un cane da compagnia, ma la sua tenacia fa di lui un ottimo guardiano. L'indole del cane è certamente molto dolce ed affettuosa, infatti il Chihuahua riesce a stabilire un rapporto molto intenso con il padrone. È una razza che gradisce molto la convivenza con altri esemplari di chihuahua, con cui instaura stretti rapporti regolati dalle logiche legate alla vita di branco. Se abituati sin da cuccioli (entro i primi tre-quattro mesi di vita) potranno condividere il proprio territorio con uno o più gatti che verranno considerati parte integrante del loro branco e con cui instaureranno ottimi rapporti sia nel gioco che nelle altre attività quotidiane. La maggior parte delle femmine di chihuahua sono delle eccellenti levatrici di cuccioli e svolgono egregiamente il compito di portare la propria cucciolata al traguardo dello svezzamento. Esse gradiscono molto la collaborazione del proprio amico umano nella gestione della prole. È un cane facile da addestrare e facile da gestire. Generalmente è un cane calmo e pacato se non disturbato, ma risente molto dello stato d'animo degli esseri umani con cui vive. È un cane molto sensibile, abitudinario ed attento, studia il proprio padrone continuamente e mette in atto vari stratagemmi per cercare di farsi viziare. Individui che abbaiano molto e ringhiano sono caratterialmente prepotenti, dominanti e iperprotettivi nei confronti di chi ne possiede uno. Questo tipo di comportamento è solitamente conseguenza di una cattiva gestione da parte del proprietario che ha consentito al proprio cane di credere di essere il capo-branco della famiglia con cui vive. Il chihuahua è un cane che, sin da cucciolo, va abituato a capire che le attenzioni le otterrà solo su decisione del proprio padrone, e non a richiesta. Questo modo di approcciarsi al proprio chihuahua sin da quando ha due mesi di età lo renderà un cane sereno, equilibrato, socievole e per niente aggressivo. Il prototipo del chihuahua aggressivo è dato dagli incroci avvenuti in antichità con il pincher nano (di natura aggressivo e mordace); un chihuahua di pura razza ed addestrato con un poco di fermezza si rivelerà un amico docile e calmo, ma anche molto coraggiso e determinato. Molto spesso può dimostrare un po' di voglia di indipendenza, una giusta educazione può contrastare questa sua predisposizione alla dominanza. Le passeggiate al parco e il gioco all'aperto contribuiscono a mantenerlo in forma, anche se di piccola taglia ha bisogno di molto esercizio fisico. Vive con i bambini, però deve essere rispettato e non deve essere trattato come un giocattolo; cadute dal grembo di una persona possono causare gravi conseguenze alla salute del cagnolino.
Toelettatura del Chihuahua
La cura del mantello è fondamentale per avere un cane con un pelo lucido ed una cute sana, per cui è buona abitudine sottoporre il cane a bagni e spazzolature regolari.Abituate il vostro cucciolo a queste pratiche fin dalla tenera età, in modo che per lui diventino pratiche piacevoli di routine e non periodiche torture da evitare ad ogni modo. Il pelo del cane può essere pulito tutti i giorni con le salviettine umidificate che si trovano in commercio, che spesso sono anche imbevute con detergenti igienizzanti. In questo modo si potrà garantire quotidianamente la pulizia più grossolana del pelo, eliminando la polvere. Una volta al mese (non di più) si potrà poi fare al proprio cane un bel bagno, che garantirà una pulizia profonda di pelo e cute: potrete rivolgervi ad un toelettatore professionista, oppure eseguirlo voi stessi a casa, tenendo ben presenti qualche regola: controllate sempre bene la temperatura dell’acqua e adagiate sotto al cane un tappetino antiscivolo. Usate poi prodotti specifici per la cute del cane. Per il bagno procedete in questo modo:
- Bagnate il cane con un getto debole dalla coda verso la testa, senza bagnare quest’ultima, perché altrimenti il cane inizierebbe a scrollarsi;
- Insaponate bene il pelo, bagnandolo di tanto in tanto, per favorire la formazione della schiuma. Per evitare di usare quantità industriali di shampoo, si consiglia di diluire una parte di shampoo in acqua e di passare questa soluzione sull’animale con l’ausilio di una spugna;
- Con la stessa spugnetta imbevuta di acqua e shampoo, lavare la testa dell’animale;
- Risciacquate bene il pelo, procedendo sempre dalla coda verso la testa, eliminando ogni residuo si shampoo;
- Nei cani a pelo lungo può essere utile usare un balsamo. In commercio troverete creme appositamente studiate per loro, che applicherete come fatto precedentemente con lo shampoo;
- Terminato il bagno eliminate l’acqua in eccesso con un asciugamani e procedete ad asciugare il pelo con un phon a moderata temperatura;
- Mentre fonate il pelo spazzolatelo, in modo da eliminare tutti i nodi od il pelo morto presente. non lasciate mai il cane umido, quando spegnete il phon, il cane deve essere perfettamente asciutto, soprattutto in inverno, quando è consigliabile eseguire il bagno la sera, dopo l’ultima passeggiata, in modo che il cane abbia poi tutto il tempo per asciugarsi bene.
Quotidianamente o una volta a settimana si può procedere alla spazzolatura del mantello: se il vostro chihuahua ha il pelo corto userete una spazzola di gomma, mentre se è a pelo lungo userete pettine e cardatore, in modo da riuscire ad eliminare qualsiasi nodo. Durante le pratiche di toelettatura, controllate sempre che le orecchie del vostro cane siano pulite e non emanino cattivi odori: una otite presa agli inizi è facilmente curabile, ma se progredisce cronicizza e curarla definitivamente sarà molto più difficile!
L'educazione
Comunicare con il Chihuahua:
Comunicare con il cane non è facilissimo per chi è alla prima esperienza... ma si può imparare. Imparare a comprendere i messaggi che i nostri animali ci inviano con il loro corpo è fondamentale per instaurare un buon rapporto con i nostri beniamina. I cani non parlano, è vero, ma con il loro corpo ci inviano una serie di chiari ed inequivocabili segnali, bisogna solo imparare a leggerli. E come noi dobbiamo imparare il linguaggio dei cani, i cani devono imparare a comprendere il nostro: non dobbiamo comunicare con il nostro cane come se stessimo parlando con una persona, utilizzando un fiume di parole: il nostro piccolo almeno all’inizio, darà molta più importanza al linguaggio del nostro corpo, alla postura che assumiamo, ai movimenti, agli odori che emettiamo in relazione al nostro stato d’animo, al tono, alla cadenza e al ritmo della nostra voce. La comprensione delle parole avverrà in seguito, e resterà sempre limitata ad una serie di parole chiave, ma tocca a noi umani cercare di imparare la “lingua” dei cani prima di pretendere che loro imparino la nostra. Il cane si esprime con le orecchie, gli occhi, la bocca, la posizione della coda… ovvero con la postura del corpo. Raramente comunica con guaiti e uggiolii oppure abbaiando e ringhiando. Un cane tranquillo ha orecchie e coda basse, gli occhi socchiusi e la bocca aperta, con la lingua appena visibile al di fuori della rima labiale; un cane in allerta ha coda e orecchie erette, il corpo portato in avanti, gli occhi sgranati e la bocca chiusa. Il cane per istinto cerca nel suo nucleo, sia animale che umano, un capobranco: il padrone deve affermarsi come tale e il cane, riconosciuta la sua autorità, sarà disposto ad accettare gli ordini da lui impartiti. Ma l’imposizione della dominanza non deve essere ottenuta mai con la forza: il rapporto deve essere basato sul rispetto, non sulla paura: in questo caso si tratterebbe di sottomissione e non di gerarchia. La posizione di dominanza deve essere ottenuta prima che con le parole con i nostri comportamenti, come il precedere l’animale nell’attraversare le porte, mangiare prima di lui e scegliere i posti della casa dove il cane può stare; è importante anche non subire le iniziative del cane siano esse di gioco o di altro genere: deve essere il padrone a decidere quando una attività inizia e quando finisce. Se il cane cerca di prendere qualche iniziativa ignoriamolo completamente, senza guardarlo, né parlare. Un silenzio è più significativo che qualsiasi gesto.
Apprendere è un gioco:
L’educazione del cane deve essere impostata sulle gratificazioni (rinforzo positivo) e non sulle punizioni (rinforzo negativo). Se si insegnano i comandi fondamentali e le regole principali attraverso il gioco il cane apprenderà più velocemente. Ogni volta che il cane compie una azione da noi richiesta premiamolo con una carezza ed un bocconcino goloso, la prossima volta sarà stimolato a ripeterla. L’educazione deve essere fatta quotidianamente, ma gli esercizi non devono mai impegnare il cane più di 10-15 minuti al giorno. Il momento ideale per educare il cane ai comandi di base è la passeggiata, che non deve essere dedicata solo ai “bisognini”, ma deve essere un momento di gioco e di rafforzamento del rapporto con noi e con gli altri cani. Quindi per fare questo la passeggiata dovrebbe consistere in tre momenti: l’espletamento dei bisogni, la libera corsa in un prato, meglio se in compagnia di altri cani, infine il momento educativo: quando il cane si sarà sfogato correndo liberamente, magari dopo molte ore passate a far nulla in casa, sarà maggiormente predisposto a rispondere ai nostri comandi. L’educazione va proseguita anche a casa: ma se fuori il cane ha il permesso di giocare, in casa deve essere educato “alla calma”: in casa il cane non va eccitato; il gioco può essere praticato, ma deve essere sempre sotto controllo del proprietario e subordinato alla risposta a nostri comandi. Con amore, rispetto e coerenza conquisteremo la sua fiducia.